Ambiente

Valutazione rischio amianto


La valutazione del rischio amianto nei luoghi di lavoro è definita nell’art. 249 del D.Lgs. 81/08 in cui viene esplicitamente ricordato l’obbligo del datore di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi.

A tal fine il datore di lavoro ha l’obbligo, nell’impossibilità di procedere all’eliminazione del materiale pericoloso, di:

  • Informare i lavoratori rispetto alla presenza del pericolo;
  • Far effettuare una certificazione dello stato di integrità dell’amianto e di procedere comunque a monitoraggi ambientali e biologici per valutare la presenza di fibre di amianto nell’aria e nell’organismo dei lavoratori.

Una volta definito il grado di integrità e la relazione tra gli indici misurati ed i corrispondenti valori limite soglia, il datore di lavoro, in collaborazione con il Medico Competente, elabora un opportuno piano di campionamento e di sorveglianza sanitaria per monitorare nel tempo i livelli di amianto presenti. I risultati periodici dei campionamenti devono essere quindi riportati nel DVR e, se si registra un incremento significativo e costante dei livelli nel tempo, segnalati alla ASL di competenza, anche se si resta al di sotto dei valori limite soglia.

L’attività verrà così articolata:

  • Censimento mediante ispezione visiva con servizio fotografico e valutazione mediante questionari specifici, in armonia con le specifiche Versar;
  • Prelievi d’aria, all’interno dei reparti interessati, al fine di valutare l’eventuale presenza di fibre aerodisperse, ai sensi del DM 06/09/1994.

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